STUDIO LAND: RIATTIVARE IL PAESAGGIO ATTRAVERSO L’ARCHITETTURA

2019-04-09T20:03:20+02:00

L’ARCHITETTURA DEL PAESAGGIO TRA MULTIDISCIPLINARITÀ, CULTURA E BISOGNI DEL CITTADINO

Scritto da Sara Bizzocchi e Brenda Vaiani. Editing di Federica Bertozzi. Servizio fotografico di Brenda Vaiani. Immagini di proprietà di Studio LAND.

Contemplato fino a venerarlo, attraversato, costruito e in parte distrutto. Per secoli, ogni qual volta che ne è stata scalfita la superficie, il paesaggio ha dimostrato la propria capacità di resilienza. Attraverso l’intervento umano ha vissuto innumerevoli esistenze, assunto imprevedibili identità e dissimili configurazioni. La roccia ha cessato di essere solamente roccia ed è diventata abitazione, il deserto ha concesso fertilità e prosperità, le montagne hanno consentito agli sguardi di elevarsi e ispirarsi.  

Vi è un sofisticato equilibrio su cui si reggono gli ecosistemi del paesaggio, un equilibrio fondato non solo dalle straordinarie relazioni e interdipendenze tra gli organismi che lo abitano, ma anche su un primordiale istinto che spinge le forme della Terra a muoversi costantemente. Il paesaggio è dunque per sua natura un inarrestabile divenire che trova nel cambiamento il compimento della sua esistenza.

Il paesaggio è parte integrante del patrimonio culturale e dell’eredità storica della collettività. Pertanto, la Costituzione italiana lo considera come tale ed è la prima a menzionarlo nella tutela del “patrimonio storico e artistico della Nazione” (Art. 9 del 1° Gennaio 1948). Fu infatti solo nel 2000 che gli Stati membri del Consiglio d’Europa si riunirono a Firenze per firmare la Convenzione Europea del Paesaggio, un documento atto a enunciare i provvedimenti in tema di riconoscimento e tutela del paesaggio come patrimonio culturale.  Consapevoli del fatto che il paesaggio coopera all’elaborazione delle culture locali, la Convenzione Europea, afferma la sua identità di bene pubblico che necessita di essere tutelato, protetto, ma anche riattivato tramite la cultura.

Progettare un territorio significa quindi addentrarsi in una dimensione ampia e complessa che deve tener conto di molteplici aspetti legati alle condizioni fisiche e geologiche del terreno, alla tutela del paesaggio come patrimonio culturale e al senso di responsabilità verso le generazioni future.  

Negli ultimi trent’anni il paesaggio mondiale si è dovuto adattare ad uno sviluppo urbanistico senza precedenti. La poliedricità delle questioni sollevate da questo fenomeno ha reso evidente l’impossibilità per un professionista di raccogliere in sé la totalità delle competenze necessarie ad una ri-progettazione del paesaggio. È pertanto necessario l’intervento e lo sforzo congiunto di figure professionali provenienti da settori differenti per programmare una attività di de-industrializzazione correlata a una riattivazione del territorio capace di estendersi coinvolgendo tutta l’Europa.

“Esistono davvero specialisti del paesaggio che siano in grado con piena competenza di affrontare tutti gli aspetti del problema, da quelli estetici, storici, storico – artistici a quelli geografici, architettonici, giuridici, biomedici, sociologici, antropologici? Non sarà forse meglio partire dal semplice assunto che un tema come questo non è pertinenza esclusiva di una disciplina? A me pare che si richieda su questo fronte un erculeo sforzo congiunto, tale da consentire una prospettiva molteplice. […]” 1                                                                                                                                                              (Salvatore Settis)

Appare dunque necessario il raggiungimento di un’unità morale affinché le singole discipline possano illuminarsi reciprocamente e considerare un quadro assai più vasto nell’elaborazione di un paesaggio.

Efficace in questo senso è la sintesi dell’architetto Giancarlo De Carlo:“Credo nell’eteronomia della architettura, nella sua necessaria dipendenza dalle circostanze che la producono, nel suo intrinseco bisogno di essere in sintonia con la storia, con le vicende e le aspettative degli individui e dei gruppi sociali, coi ritmi arcani della natura”. 2

Costruire è certamente un mestiere antico, originato dall’esigenza di ripararsi, proteggersi e di lasciare una traccia duratura della nostra esistenza. Tutti gli esseri viventi agiscono sull’ambiente per migliorare le proprie condizioni e questo è un atto naturale.

“La natura non conosce pause nel suo progresso e sviluppo, e maledice ogni genere di inattività.”

(Johann Wolfgang von Goethe)

Studio LAND (Landscape Architecture Nature Development) è uno studio internazionale di architettura del paesaggio fondato a Milano nel 1990 da Andreas Kipar e Giovanni Sala in risposta a una società che a partire dalla metà degli anni ottanta inizia a guardare al paesaggio nazionale e internazionale come valore prioritario da elaborare in maniera attiva e non solo come panorama da proteggere. In poco più di venticinque anni, grazie allo straordinario successo ottenuto con l’elaborazione del verde storico in città italiane come Milano, Cagliari e Piacenza, LAND riceve numerose commissioni in ambito internazionale legate al recupero ambientale, alla rigenerazione urbana di siti industriali dismessi altresì alla progettazione di spazi aperti aziendali, parchi urbani e waterfronts.

Tale successo deve il proprio merito alla sinergia messa in atto da uno staff composto da architetti, agronomi, studiosi di botanica e ingegneri dell’ambiente; figure professionali differenti ma in grado di cooperare in quella che può essere definita la stesura di un racconto che vede come suo unico protagonista: l’uomo, creatura in grado di prendere pieno possesso del patrimonio di bellezza e memorie accumulato nei secoli.

Per tutto questo Studio LAND è da considerarsi tra i primi importanti studi d’architettura del paesaggio ad aver fondato la propria identità su un approccio di tipo olistico, onorando il servizio di committenza, prestando attenzione al rapporto con la comunità locali e tenendo presenti le esigenze delle generazioni future.

L’individuazione da parte di Studio LAND della vocazione di un territorio e del progetto di riqualificazione o valorizzazione che ne segue, non è regolata esclusivamente alle necessità del presente, bensì da uno sguardo lungimirante capace di far tesoro del passato, trasformare il presente e investire nel futuro.

Il progetto di Risanamento del fondovalle di Airolo, in Svizzera, è sicuramente un esempio della visionarietà e meticolosità che contraddistingue il modus operandi dello studio. Di fronte a ben 35 ettari di terra e cinquant’anni di insediamenti lineari che ne hanno causato la frammentazione, LAND persegue l’idea di una gigantesca area naturalistica, idea che probabilmente si concretizzerà nel 2030 e che riuscirà a liberare Airolo da una vera e propria gabbia infrastrutturale.

Una simile opera di valorizzazione del territorio ticinese è stato avviata da LAND nel 2005, ed è tuttora in fase di elaborazione. Prima dell’intervento, un’area di ottanta ettari nell’interland di Lugano era intervallata disarmonicamente da corsi d’acqua. Si sentiva la necessità di riavvicinare il tessuto urbano e quello naturalistico e l’urgenza di restituire quell’area alla vita quotidiana della popolazione locale. Il progetto Cassarate River Park riesce a conciliare le esigenze di risistemazione idraulica degli argini a quelle di una nuova identità e centralità.

Uno dei progetti internazionali più ambiziosi di LAND si lega a un concorso indetto nel 2014 da “Sberbank”, la più grande banca russa, per la realizzazione dell’International Financial Center. Questo progetto prevede l’utilizzo di ben 450 ettari di terreno e trae ispirazione dal concetto di “Fluid Landscape”. Studio LAND ha quindi concepito tre raggi verdi che partendo dalla riva del fiume Moscova arrivano al centro della nuova area innestando un forte dialogo tra il paesaggio, il fiume, gli spazi aperti e il centro urbano.

La centralità ormai indispensabile dell’imperativo ecologico ha ulteriormente stimolato il pensiero giuridico e consolidato il legame tra i problemi dell’ambiente e del patrimonio culturale.

In questo contesto di ricerca ecosostenibile, Studio LAND avvia nel 2016, il progetto di rinaturalizzazione della discarica AST a Terni. Quest’opera ha restituito – tramite la realizzazione di un parco atto ad accogliere eventi culturali, piste ciclabili e rampe che consentono l’attraversamento della valle – circa quaranta ettari di natura a una città che stava smarrendo il valore del proprio territorio.

Nello stesso anno, LAND opera in Germania per la rinaturalizzazione della miniera di Lohberg, delineando un modello di infrastruttura verde, riattivando le infrastrutture pre-esistenti – come la topografia e il sistema di percorsi – e aggiungendo importanti elementi di urban design. Grazie alla generazione e utilizzo di biomassa, Lohberg non solo ha riscoperto sé stessa, ma è riuscita a porsi come esempio di Green Energy su scala regionale e come motore di sviluppo per la città di Dinslaken.

Cercare di delineare il confine che separa la nostra identità di uomini a quella del paesaggio significa non solo concepire un mondo impossibile, ma biasimare inutilmente lo slancio naturale che ci porta, al pari di qualsiasi altra creatura, a far parte delle cose.

La sfida che Studio LAND fa propria è la messa in atto di un ripensamento rivoluzionario dove l’uomo moderno, in possesso di un’ampia cultura e una tecnologia avanzata, sia libero di immaginare, costruire e vivere. L’accoglimento di Studio LAND di questa grande responsabilità progettuale ambisce a perdurare nel tempo e a significare per chiunque le vedrà e le vivrà qualcosa di straordinario, sempre.

In questa videointervista, Andrea Balestrini, Landscape Planner presso lo Studio LAND spiega l’importanza del paesaggio e della sua valorizzazione.

VIDEO INTERVISTA

Sito: Studio LAND

Note:

1- Settis S., Architettura e democrazia. Paesaggio, città e diritti civili, 2017

2- De Carlo G., citato in M.P.C., Argomenti di Architettura – Arte Architettura N°1, Arte negli edifici e città come opera d’arte, Di Baio Editore, 2005.

Bibliografia:

–  SETTIS, Salvatore, “Architettura e democrazia. Paesaggio, città e diritti civili.”, Giulio Einaudi Editore, 2017

–  DE FUSCO, Renato “Architettura come mass medium. Note per una semiologia architettonica”, Dedalo, 2005.

– P. CIAMARRA, Massimo, “Argomenti di Architettura – Arte Architettura N°1, Arte negli edifici e città come opera d’arte”, Di Baio Editore, 2005.

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