L’ARTIGIANATO NON CONVENZIONALE DI STUDIO Ø

By |2018-11-05T21:02:09+00:00ottobre 25th, 2018|Artigianato, Numero 8|0 Comments

LO STUDIO LABORATORIO FONDATO DA ELENA RAMILLI E BEATRICE MONTI

FORLI’, IT

STUIO Ø

Le venature marcate in nero del tavolo in legno raccontano gli anni di vita del ciliegio. A seconda di come viene tagliato il tronco, la natura si configura in due disegni differenti.  Con un taglio radiale il risultato visivo appare alterato da vere e proprie ‘increspature’, mentre una recisione verticale lascia sull’asse di legno un ricamo ‘a fiamma’. Conferire un’anima al prodotto di design è ciò che fa la differenza fra “quel tipo di design attuale troppo asettico e ortogonale, e la nostra idea di design alieno, ottenuto elaborando prodotti artigianali particolari”.

Elena Ramilli e Beatrice Monti sono due architetti, laureate presso l’ Università di Bologna. A seguito del riconoscimento accademico, i loro interessi si sono concentrati sul design, nello specifico su prodotti di design non convenzionale. Da qui l’idea di fondare a Forlì lo Studio Ø, un laboratorio di artigianato in cui Elena e Beatrice si occupano personalmente di tutte le fasi della creazione dei prodotti, dalla ricerca delle materie prime, alla progettazione e realizzazione dei manufatti.

Fondamentale, per gli architetti, è l’osservazione e lo studio dei materiali. È dalle materie prime che scaturisce ogni concept ed è dalle deformità delle stesse che “quella magia inaspettata” diventa unicità.

“Dopo aver fatto le nostre esperienze in studi di architettura – racconta Elena – ci siamo accorte che per noi erano lavori troppo impersonali e volevamo sperimentare creazioni manuali. E’ nato tutto per gioco, ma pian piano ci siamo avvicinate al design artigianale. Oggi i nostri prodotti nascono dalla disponibilità di materiale. Quando ci approcciamo a un nuovo progetto come prima cosa studiamo la materia e ci chiediamo quale oggetto ne può scaturire”.

Un esempio calzante di questa filosofia è #001, uno dei primi pezzi unici realizzati dalle due artigiane, un tavolo in legno di ciliegio e ferro lucido nero lungo 2,5 m e largo 90 cm. La ricerca per questo prodotto è iniziata in una segheria del forlivese, che si serve di legno proveniente da foreste sostenibili. Una volta reperite le assi, Elena e Beatrice le hanno levigate fino alla lisciatura finale. Si sono poi occupate della ricerca del ferro per realizzare le gambe del tavolo e, conseguentemente, della loro saldatura e verniciatura a polvere in forno. Una particolare gomma morbida nera è stata inserita nelle spaccature naturali del legno, evidenziandone l’organicità e l’anima del materiale. Anche le saldature del ferro sono rimaste a vista, così da renderne visibili le fasi di creazione.

Oltre ai tavoli in ciliegio, Studio Ø produce sedute, porta piante e alzate. Recentemente, ha iniziato a sperimentare anche con il marmo. Tutti i prodotti seguono linee crude che richiamano una geometria forte, elemento riconducibile agli anni di studio di architettura e all’asprezza del brutalismo grezzo. 

Tuttavia, essere così fedeli alla natura del legno, esaltandone le aperture naturali, le imperfezioni, le deformità aliene e le spaccature profonde, fa sì che i tipici tratti crudi appaiano ammorbiditi.

“E’ una contraddizione voluta – prosegue Elena -. Il nostro intento è quello di creare un design di qualità per arredare una casa contemporanea, ma nello stesso tempo togliere la freddezza di un arredamento asettico risaltando la naturalità e l’organicità dei materiali”

Attraverso la produzione dei suoi oggetti, Studio Ø, dimostra una certa consapevolezza nel pensare al progetto come un percorso in grado di virare in direzioni inaspettate, evolversi in corso d’opera e continuare a muoversi fino all’ultimo momento. 

Note

1. Lotus, n. 135, dicembre 2008

Cit.:

“Questi frammenti di elementi naturali, pezzetti di pietra, fossili, schegge di legno, cose martirizzate dagli elementi, raccattate lungo il bordo del mare, […] che esprimono leggi fisiche, l’usura, l’erosione, lo scoppio, ecc., non solo hanno qualità scultoree, ma anche uno straordinario potenziale poetico”. Le Corbusier [1]

Link: Studio Ø

Scritto da Cristina Mazzi

Editing di Federica Bertozzi

Servizio fotografico di Marco Montanari

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