LA NUVOLA DI FUKSAS

2019-04-09T16:01:06+02:00

UNA RILETTURA SULLE COMPLESSITÀ E INNOVAZIONI DEL PROGETTO ROMA CONVENTION CENTRE – LA NUVOLA

Scritto da Brenda Vaiani. Servizio fotografico di Luca Cacioli.

Posizionata accanto alle Torri delle Finanze, nel quartiere Eur tra le direttrici di Viale Europa e Viale Shakespeare a Roma, la soprannominata “Nuvola Bianca di Fuksas” appare come sospesa a mezz’aria, al centro della struttura parallelepipeda che la custodisce. Presenza quieta, delicata, eppure carica di forza vitale, La Nuvola di Fuksas si manifesta allo sguardo di chi la osserva come uno spirito indeciso tra l’andarsene e il restare, tra la sosta e il continuo mutamento. In questo senso, la sua ideazione formale avrebbe segnato per lei lo stesso destino come Centro Congressi. Se l’acciaio la sostiene, il vetro concede il racconto visuale di qualsiasi suo dettaglio. La superfice bianca de La Nuvola non si nasconde, ma si rivela continuamente: essa cambia con il mutare stesso del nostro sguardo.

Sono già passati venti anni da quando il comune di Roma ha indetto il Concorso Internazionale di architettura per la progettazione, costruzione e gestione del nuovo Centro Congressi nella Capitale d’Italia. Presieduta da Norman Foster, pluripremiato architetto e designer britannico, la giuria che si riunisce nel Febbraio del 2000 per la proclamazione della vittoria del progetto presentatogli dallo Studio d’Architettura Fuksas, dà involontariamente il via ad un ciclo di eventi che, tra glorie e complessità, sarebbero perdurati fino ai giorni nostri.

Il nuovo complesso congressuale, arrivato a sfiorare nel 2016 l’esorbitante cifra complessiva di 476 milioni di euro, diventa infatti ben presto protagonista di numerose critiche riguardanti gli elevati costi e ritardi della costruzione; nonostante questo buona parte dell’opinione pubblica, nel 2007, continua ad intravedere nel progetto il possibile simbolo di una “Roma che guarda al futuro”. La prima pietra viene posata in un clima ricco di tensione e aspettative, alla presenza dello stesso progettista Massimiliamo Fuksas, il quale riesce finalmente a vedere compiuto il primo passo, nella realtà, di una visione avuta ben diciotto anni prima.

«Ora vorrei che la Nuvola ospitasse una grande mostra di arte, grandi installazioni e grandi congressi»

Un desiderio più che comprensibile, se consideriamo l’importante presupposto che l’architetto non può considerarsi una figura professionale al servizio esclusivo della committenza, ma anche e principalmente dei cittadini che andranno ad attivare le infinite dinamiche possibili di un’architettura funzionante.

Nonostante le vicissitudini legali, la Nuvola di Fuksas resta una struttura colossale, indissolubilmente legata ad un racconto di sé stessa fatto di numeri e dati caratteristici strabilianti: è sufficiente pensare che per la costruzione dell’intero complesso sono state impiegate 37.000 tonnellate di acciaio, pari a 5 volte la Torre Eiffel e circa 58mila metri di vetro, per poter in qualche modo concepire l’imponenza del complesso.

A caratterizzare maggiormente il Centro Congressi è però l’attenzione che lo Studio Fuksas ha rivolto alla sostenibilità energetica, allineando così le caratteristiche strutturali del complesso architettonico ai valori che le società mondiali contemporanee propongono come primari e maggiormente significanti. Il condizionamento dell’aria, infatti dipende in maniera totale da pompe di calore reversibili, equilibrate mediante scambio di tipo geotermico con l’acqua del vicino lago artificiale dell’Eur, assicurando i comfort degli ambienti in estate e inverno, il raggiungimento di prestazioni energetiche elevate e, contemporaneamente, la riduzione del consumo di energia elettrica. Inoltre, i pannelli fotovoltaici posizionati sulla copertura, in vetro e wafer di silicio, contribuiscono alla produzione di energia e proteggono l’edificio dal surriscaldamento mitigando la radiazione solare.

Seppur il Congresso abbia già ospitato due eventi nel 2013 ed uno nel 2017, ciò appare senz’altro come una magra consolazione, se si considera in maniera oggettiva il potenziale de La Nuvola. La reazione tanto attesa dalla città di Roma arriva proprio in questo inizio di Marzo: al Roma Convention Centre verrà dedicata una fermata della metropolitana. L’operazione è stata attivata proprio a sostegno di una più facile individuazione del centro congressi dell’Eur e di una possibilità sempre più concreta di fusione con il tessuto urbano.

Non sempre i progetti architettonici sono in grado di produrre forme che valorizzino il patrimonio culturale o che arricchiscano il patrimonio delle forme stesse. Nel caso dell’opera di Fuksas, la straordinarietà di questo progetto poggia le sue solide basi sul semplice fatto che l’architetto – nonostante tutte le complesse vicissitudini passate e presenti –  sia riuscito in queste imprese ispirandosi al desiderio di riuscire ad afferrare ciò che afferrabile non sarà mai: una piccola porzione di cielo con dentro una nuvola. In questa suggestiva visione, Fuksas riesce attraverso la sua architettura a materializzarli custodendoli, per non farli svanire, all’interno di uno scrigno che necessita di essere vissuto, per essere compreso nella sua totalità. Le forme morbide e aggraziate della Nuvola, annullano il senso di profondità ed immergono il visitatore in uno spazio che appare, in un primo momento, non soggetto al passare del tempo e all’esistenza della gravità.

Lo sguardo, percorrendo gli spazi interni del complesso, risponde ai forti stimoli che la luce e le ombre filtrati dall’esterno, lanciano ed è proprio con il mutare sulle superfici irregolari della struttura, che il disegno delle forme sembra apparire continuamente diverso, istante dopo istante.

L’esperienza che il visitatore compie entrando in relazione con le strutture architettoniche, può considerarsi a tutti gli effetti l’elemento che attiva l’architettura stessa. Questo potrebbe essere uno dei motivi per cui l’occhio sensibile del fotografo ha spesso indugiato sulle complesse, affascinanti ed evocative composizioni che le linee e le forme delle strutture andavano a creare di fronte al suo sguardo.

Non sempre i progetti architettonici sono in grado di produrre forme che valorizzino il patrimonio culturale o che arricchiscano il patrimonio delle forme stesse. Nel caso dell’opera di Fuksas, la straordinarietà di questo progetto poggia le sue solide basi sul semplice fatto che l’architetto – nonostante tutte le complesse vicissitudini passate e presenti –  sia riuscito in queste imprese ispirandosi al desiderio di riuscire ad afferrare ciò che afferrabile non sarà mai: una piccola porzione di cielo con dentro una nuvola. In questa suggestiva visione, Fuksas riesce attraverso la sua architettura a materializzarli custodendoli, per non farli svanire, all’interno di uno scrigno che necessita di essere vissuto, per essere compreso nella sua totalità. Le forme morbide e aggraziate della Nuvola, annullano il senso di profondità ed immergono il visitatore in uno spazio che appare, in un primo momento, non soggetto al passare del tempo e all’esistenza della gravità.

Lo sguardo, percorrendo gli spazi interni del complesso, risponde ai forti stimoli che la luce e le ombre filtrati dall’esterno, lanciano ed è proprio con il mutare sulle superfici irregolari della struttura, che il disegno delle forme sembra apparire continuamente diverso, istante dopo istante.

L’esperienza che il visitatore compie entrando in relazione con le strutture architettoniche, può considerarsi a tutti gli effetti l’elemento che attiva l’architettura stessa. Questo potrebbe essere uno dei motivi per cui l’occhio sensibile del fotografo ha spesso indugiato sulle complesse, affascinanti ed evocative composizioni che le linee e le forme delle strutture andavano a creare di fronte al suo sguardo.

Opere architettoniche come quelle di Fuksas meritano non solo di essere raccontate, ma anche interpretate: è nel 2016 che Luca Cacioli, giovane fotografo toscano, assecondando il proprio interesse per l’architettura, realizza l’omonimo progetto fotografico “La Nuvola di Fuksas” il quale viene raccolto all’interno della rivista “Roma Convention Center – La Nuvola”, in collaborazione con l’architetto Andrea Zurli e il grafico Luca Terzo. Le immagini realizzate da Luca Cacioli si inseriscono all’interno di questa riflessione con la certezza che esse possano rendere  omaggio al valore stesso dell’opera di Fuksas.

Sito: www.lucacacioli.it

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