KYMA DESIGN PRESENTA Y: UN NUOVO CONCEPT DI FORCHETTA

2019-04-09T17:19:19+02:00

LO STUDIO KYMA DESIGN SEDUCE CON UN NUOVO CONCEPT DI FORCHETTA CHE TRAE ISPIRAZIONE DAL PASSATO

Scritto da Sara Bizzocchi. Editing di Federica Bertozzi. Render di proprietà di Elena Tonelli – KYMA DESIGN.

Uno degli ultimi progetti sviluppati dallo studio italiano KYMA DESIGN è Y, il prototipo di una protesi per le dita con una struttura studiata per porre in esame un nuovo modo di concepire formalmente e concettualmente la forchetta come tradizionale utensile da tavola.

Y è costituito da un’unica struttura, in plastica poliammidica rinforzata. Nella parte superiore del prototipo si presentano tre cavità distinte disposte a triangolo, progettate per inserire tre dita della mano: pollice, indice e medio. Queste cavità, si uniscono a formare quindi un unico corpo centrale che nella sua parte inferiore si sviluppa in due rebbi appuntiti.

Il progetto di Y ripensa il design della tradizionale forchetta mutuandone la forma da alcuni precedenti arcaici: dall’antica usanza romana di afferrare il cibo con la punta delle tre dita ai ditali d’argento, in uso nelle ricche famiglie che li adoperavano per servirsi di pietanze calde.

I due rebbi della parte inferiore della struttura di Y, invece, richiamano formalmente il “piròn” veneziano, una delle prime forchette apparse in Italia nel 1701.

“Nella buona società […] il tagliere è stato sostituito dal piatto piano, a cui si accompagnano il cucchiaio, il coltello, e più tardi la forchetta evitando l’abitudine poco igienica di passarsi le posate l’un l’altro senza pulirle, così ogni commensale assume una nuova autonomia in tavola, disponendo di quanto gli serve per portare il cibo alla bocca senza troppi rischi igienici”.

L’utensile forchetta, in questo senso, è stato un elemento chiave non solo per riorganizzare le abitudini alimentari della società, ma anche per raffinarne i modi.

L’intento di KYMADESIGN non è quello di imporre un nuovo modello di forchetta, ma di aprire un dibattito che miri a ripensare gli oggetti di design, la cui perfezione formale ha attribuito loro un valore simbolico di rilevanza culturale.

Y, nella sua interezza formale non rivela immediatamente la propria identità, ma  le sue singole parti (le cavità e i rebbi), al contrario, dichiarano quali azioni l’utente deve svolgere per manipolarle e utilizzarle. Questa è una caratteristica tecnica che negli oggetti di design s’identifica con la qualità dell’ affordance (lett. invito all’uso). In questo senso la forma delle singole parti esprime la loro specifica funzione e l’identità completa della forchetta si concretizza nella mente dell’utente non appena mette in pratica le azioni che esse gli suggeriscono di compiere.

Y è uno dei primi modelli di forchetta progettato appositamente per la manopiuttosto che per il cibo. Il coinvolgimento simultaneo delle dita e della mano fa assumere a Y il ruolo di anello di congiunzione tra il bisogno dell’uomo civilizzato di raffinarsi nelle maniere e l’istinto naturale, primitivo, di cibarsi con le mani.

Y come prototipo, ponendosi al centro di un’inevitabile e necessario confronto con il modello storicizzato della forchetta, mostra sia i suoi punti di forza che le sue incertezze. Nell’immediato impatto emozionale le sue qualità formali risultano più seducenti rispetto a quelle del modello tradizionale.

“Il potere di seduzione del design di certi oggetti materiali e virtuali trascende le questioni di prezzo e di prestazioni sia per chi li acquista sia per chi li usa. Con sgomento di molti ingegneri l’aspetto di un prodotto talvolta può accendere o distruggere la reazione di mercato”. 

Come accennano i designer Julie Khaslavsky e Nathan Shedroff, l’impatto emozionale è quindi assieme alla funzione un elemento necessario per la progettazione di un buon oggetto di design. Nello specifico la seduzione è utile ai fini di generare nell’utente una gratificazione che perduri nel tempo. 

La componente emozionale ha dunque molta importanza, tuttavia oltre a essa coesistono nella fase progettuale dati tecnici che fanno capo, nello specifico, alla funzionalità di un determinato prodotto. In questo senso Y, seppur funzionale allo scopo per cui è stato progettato, non può avvalersi della stessa versatilità della forchetta, in quanto limitata nel rapporto con alimenti che necessitano di essere avvolti (come ad esempio la pasta lunga).

KYMA DESIGN non parte da soli presupposti tecnici, ma ricerca gli oggetti e ne studia il profilo storico/pratico al fine di creare un prodotto unico in grado di osare sperimentando nuove forme.

Con Y, introduce una ricerca work in progress che mira a evolvere l’oggetto a una perfetta sintesi tra  qualità emozionale e funzionalità coniugandola a un’attenta ricerca per materiali sempre innovativi.

Sito: KYMA DESIGN

Note:

1- Cantarelli F., I tempi alimentari del Mediterraneo. Cultura ed economia nella storia alimentare dell’uomo. I tempi della cultura-I tempi dell’economia, 2005, p. 243

2- Khaslavsky J., N. Shedroff N., Understanding the seductive experience(Comprendere l’esperienza della seduzione.) Communications of the ACM, 42 (5), 45 – 49. 

Bibliografia:

–  NORMAN, A. Donald, “Emotional design”, Apogeo, 2004

–  NORMAN, A. Donald, “La caffettiera del masochista. Psicopatologia degli oggetti quotidiani”, Giunti, 2009

–  LOMBARDI, Anna, “Distretto della sedia: design tra passato e futuro”, Franco Angeli, 2015

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