DESIGN.VE – SESTIERE SAN MARCO

2019-04-09T18:25:39+02:00

BIENNIAL DESIGN WALKS THROUGH VENICE

Scritto da Sara Bizzocchi. Servizio fotografico di Brenda Vaiani.

1- DESIGN AFTER DARWIN: ADAPTED TO ADAPTABILITY

Palazzo Morosini, Campo Santo Stefano

La storica cornice di Palazzo Morisini Gatterburg in Campo Santo Stefano, sede di Generali a Venezia, ha ospitato la collettiva “Design After Darwin: Adapted to Adaptability”. La mostra, fulcro di tutto il progetto Design.Ve è stata curata da Luca Berta, Francesca Giubilei di Venice Art Factory e la Guest Curator Alice Stori Liechtenstein.

“Design After Darwin: Adapted to Adaptability” prevedeva un tema curatoriale ben preciso: una riflessione contemporanea su come usiamo gli spazi e gli oggetti e sulla necessità che entrambi abbiano una grande adattabilità a molteplici funzioni. Il concetto di adattabilità – che nella teoria di Darwin ha implicato l’evoluzione della specie umana – è stato così trasferito dai curatori all’interno di un’ottica contemporanea agli oggetti di design che quotidianamente utilizziamo.

Per i curatori è stato molto importante riuscire a lavorare a partire dal concetto curatoriale da cui poi motivare tutte le loro scelte. L’originalità dell’approccio curatoriale ruota attorno a diversi aspetti: primo fra tutti il fatto che i curatori abbiano posto l’attenzione al rapporto tra gli oggetti e tra essi e lo spazio tenendo sempre ben presente il filo narrativo conduttore con il quale vengono esplorate le potenzialità dialogiche e narrative degli oggetti di design. “Al di là che sono tutti dei bellissimi oggetti di per se’, quello che ci interessa caricarli di un valore aggiunto che è quello che noi gli diamo attraverso la presentazione, la relazione con lo spazio. È per noi interessante che gli oggetti parlino l’uno con l’altro, far partire una narrazione tra essi.”

“A partire da questo tema sono stati selezionati trentasei designers che hanno preso parte alla mostra collettiva e ai quali abbiamo chiesto quale fosse il margine di libertà che dovevano lasciare all’utente finale (colui che usa l’oggetto) per utilizzare o ripensare l’oggetto o lo spazio. Credo che la cifra vincente del design di oggi sia proprio questa: quella di pensare all’oggetto di design come un oggetto fluido che assuma sempre funzioni diverse in base ai contesti e all’uso che gli utenti ne fanno con esso. Pensare un oggetto con una funzione unica e rigida lo rende velocemente obsoleto mentre riuscire ad immaginare degli oggetti a cui ognuno può dare una vita diversa è secondo noi l’elemento vincente, questa adattabilità che consente all’oggetto di vivere nel tempo” afferma Francesca Giubilei.

La mostra collettiva, vista nella sua intera complessità può essere considerata il risultato di una magistrale orchestrazione nel suo intento di mettere in stretta relazione sia gli oggetti di design tra loro che questi ultimi e gli spazi già connotati del Palazzo Morosini in cui essi sono inseriti.

Designers: Andrea Forti and Eleonora Dal Farra for Alcarol, breadedEscalope, Stella Cadente & Florian Claudel, Estudio Campana, Vlasta Kubušová and Miroslav Král for Crafting Plastics, Sebastian Cox, Maarten de Ceulaer, Foekje Fleur, Martino Gamper, Dov Ganchrow, Marco Iannicelli, Johannes Knoops, Fernando Laposse, Sam Linders, ll’atelier, Lock Furniture, Alberto Meda for Tubes, Lucia Massari, Daisuke Motogi, Lucas Muñoz, Luca Nichetto, Odd Matter Studio, Daniele Papuli for Dilmos, Jorge Penadés, Federico Peri for Nilufar, Barbara Schweizer, Birgit Severin, Studio Furthermore, Studio Oink, Ginevra Taccola, Tellurico, Johan Viladrich.

2- CEDIT – AMBIENTI

Campo Santo Stefano, San Marco 2828/A

Nella cornice di Campo Santo Stefano, CEDIT – Ceramiche d’Italia presenta “AMBIENTI”, la mostra-installazione organizzata da Florim. Cinque collezioni ceramiche firmate da Formafantasma, Giorgio Griffa, Franco Guerzoni, Zanellato/Bortotto e Zaven che reinterpretano il senso dell’abitare. Le cinque collezioni d’autore presentate, disegnate in esclusiva per CEDIT, connotano e definiscono gli ambienti interni come luoghi dove l’elemento ceramico diventa protagonista. Le nuove linee, concepite per ambienti interni e per rivestimenti architettonici esterni, propongono lastre ceramiche declinate in diversi tagli dimensionali che testimoniano l’evoluzione di altissima gamma della tradizione manifatturiera italiana.

“Queste sono ancora piastrelle una per una da avvicinare o no. Cari artisti nei quali credo, dovete fare dei grandi disegni unici (non coi multipli) per ricondurre quest’arte meravigliosa all’uso che merita.”

Giò Ponti, 1973 Introduzione al catalogo CEDIT, Serie Pittori

La ceramica CEDIT acquista la scala dell’ambiente abitabile e la lastra coincide con le dimensioni del volume architettonico, non limitandosi più a rivestirne le superfici per piccoli porzioni ripetute, posate in orizzontale o verticale:“In questo senso, la CEDIT di oggi accoglie e da risposta all’esortazione di Gio Ponti che designa la ceramica come materiale utile a realizzare grandi disegni unici, trascendendo le limitazioni del formato e acquisendo il respiro necessario a trasmettere l’emozione della soluzione artistica che definisce la superficie di ciascuna lastra”Stefano Torrenti, Amministratore Delegato Florim ARCHEOLOGIE.

COLLEZIONI in ordine fotografico (dalla seconda foto in poi):

ARCHEOLOGIE – FRANCO GUERZONI (crediti foto: Brenda Vaiani)

CROMATICA – FORMAFANTASMA (crediti foto: cedit)

EURIDICE – GIORGIO GRIFFA (crediti foto: cedit)

RILIEVI – ZAVEN (crediti foto: Brenda Vaiani)

STORIE – GIORGIA ZANELLATO E DANIELE BORTOTTO (crediti foto: Brenda Vaiani)

3- CASA IED GRAND CANAL EDITION

Palazzo Franchetti – Sala del Portego

IED Venezia ospita, nella sua prestigiosa sede di Palazzo Franchetti, la mostra CASA IED: Grand Canal edition, riedizione dell’omonimo progetto CASA IED già presentato a Milano in occasione del Salone del Mobile 2018. CASA IED: Grand Canal edition riproduce sette spazi notte/giorno unendo fra loro elementi di home design realizzati in collaborazione con importanti aziende come per esempio Atipico, Fontanaarte, Ikea e Oluce.

Curata dalle studentesse del Master in Curatorial Practice di IED Venezia, la mostra racconta la loro idea di casa, vista non come spazio strettamente fisico, ma piuttosto come qualcosa che nasce dalla confluenza di tanti piccoli elementi. Gli oggetti esposti danno vita ad uno spazio familiare dimostrando come un odore, un suono, un oggetto, o una sensazione possono dare un’anima ad un luogo.

Designers: Mariana Aguirre, Davide Aquini, Francesca Borelli, Gaetano di Gregorio, Aitana Gago Argüello, Joao Lacerda Moreira, Mariana Pellegrino, Federico Peri, Zaven + Sardiska with IKEA

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