ARCHITETTURA PARAMETRICA: “THE MAN’S HIGH NEST”

By |2019-04-09T20:02:24+02:00Gennaio 20th, 2018|Architettura, Archivio, Numero 3|0 Comments

LA TORRE DI OSSERVAZIONE REALIZZATA ATTRAVERSO L’ARCHITETTURA PARAMETRICA DALLO STUDIO NYXO IN COLLABORAZIONE CON IL DESIGNER CRISTIAN LI VOI

Scritto da Sara Bizzocchi. Render di proprietà di Studio Nyxo.

L’architettura d’avanguardia contemporanea sta affrontando un maggiore livello di complessità articolato attraverso la riorganizzazione dei suoi metodi che si basano per esempio su sistemi di progettazione parametrica: un sofisticato metodo di progettazione che utilizza strumenti computazionali al fine di generare la forma attraverso rigorose relazioni geometriche tra parametri quantizzabili. La progettazione parametrica è un metodo di ricerca utilizzato non soltanto nell’architettura contemporanea, ma anche nell’urbanistica, nell’interior e nel product design. Architetti e designers del ventunesimo secolo devono pertanto far fronte a un nuovo modo di pensare e di progettare le forme basato sui linguaggi di programmazione, generando nuove metodologie come appunto la progettazione parametrica, modellazione algoritmica, design generativo, design associativo.

In realtà già negli anni Trenta l’architetto Luigi Moretti e il matematico Bruno de Finetti, sentirono l’esigenza di un nuovo linguaggio architettonico prodotto dall’applicazione dei metodi della matematica e dall’analisi logica. Secondo il giudizio di Moretti questo linguaggio doveva basarsi sull’individuazione e sull’analisi delle misure esprimibili numericamente a cui si può ridurre la realtà, ovvero i parametri e le loro relazioni. Il nuovo modo di fare architettura pertanto è quella che Moretti definì “parametrica” cioè che assegna alle funzioni precisi valori matematici ponendoli in relazione in quanto parametri.

Questo nuovo sistema portò a una mera trasformazione dei processi di for- malizzazione e alla teorizzazione di uno stile: il Parametricismo, una vera a propria filosofia progettuale elaborata da Patrik Schumacher, architetto e direttore dal 2016 dello studio Zaha Hadid Architects. Lanciandolo nel 2008 attraverso il “Parametricist Manifesto”, Patrik Schumacher propose il Parametricismo come un nuovo “stile globale”, un “programma di ricerca” esteso a ogni scala di progetto.

Recentemente lo studio di architettura Nyxo fondato nel 2015 da Mirko e Michele Daneluzzo, in collaborazione con il designer Cristian Li Voi, ha ricevuto una menzione d’onore realizzando con l’ausilio di un approccio computazionale “The man’s high nest”. Questa inedita architettura è una torre di osservazione per uccelli migratori presentata al concorso Pape Bird Observation Tower indetto da Bee Breeders in collaborazione con il supporto di Pasaules Dabas Fonds, principale ente per la conservazione della flora e della fauna in Lettonia.

Il progetto “The man’s high nest” è pensato per essere perfettamente integrato all’interno del contesto naturale del Pape Nature Park, il parco situato nella Lettonia sudoccidentale aperto nel 2003. L’esigenza di studiare un’architettura da inserire all’interno di questo parco di ben 11.000 ettari, nasce dal fatto che in esso vi si trovano importanti siti di nidificazione di ben 250 specie di uccelli migratori all’interno delle paludi situate al limite tra il lago Papes e il Mar Baltico.

“The man’s high nest” è certamente un’architettura della connessione, una struttura site specific che pone in relazione l’uomo con la flora e la fauna del parco. Oltre a fungere come punto di riferimento architettonico per il Pape Nature Park è anche uno strumento di osservazione. Questa architettura parametrica infatti permette all’uomo non solo di interagire con l’ambiente che lo circonda, ma anche di osservare le abitudini migratorie annuali di circa 50.000 uccelli, celando la propria presenza.

Il progetto architettonico realizzato dallo Studio Nyxo e Li Voi, è il risultato di un processo di integrazione dialettica con l’ambiente naturale, non solo è in grado di adattarsi formalmente alle conformazioni del paesaggio senza stravolgerle, ma riesce ad attribuire loro un valore aggiunto. “The man’s high nest” rappresenta pertanto un valido esempio di come l’architettura sia nelle piene possibilità di dare il proprio contributo per il miglioramento dell’immagine del contesto naturale in cui è inserita, ciò permettendo a tutti gli elementi naturali del parco di accettare e includerla come qualcosa di simile a loro, ovvero un elemento naturale.

Il nostro lavoro viene spesso informato sperimentando concetti e tecniche al di fuori della professione di architetti o designers, accoppiando scienza ed estetica, ecologia e politica, simulazione e narrazione. Il focus del team è l’articolazione e la gestione di scenari complessi, sia nel design che nei processi di fabbricazione, utilizzando strumenti computazionali digitali. In altre parole significa comprendere la stratificazione delle informazioni e sfruttare le simulazioni digitali al fine di trovare nuovi linguaggi strutturali ed estetici.”

Immersa tra i canneti del parco, la torre di osservazione si sviluppa su due livelli posti a due altezze diverse e collegati tra loro tramite una scala che percorre l’interno della struttura. I due piani corrispondono ai due punti principali di osservazione, ovvero a due aree con orientamenti specifici rispettivamente una sul fiume Pape e l’altra sul Mar Baltico, dove è possibile sostare per ammirare il paesaggio lettone.

L’intera architettura è suddivisa in tre strati: una struttura principale costruita con legno lamellare, una struttura secondaria realizzata parametricamente con una serie di travi in legno pre-tagliate da 5×5 cm e un rivestimento finale in paglia. Quest’ultimo strato che copre la cupola e le aree di osservazione, fa in modo che la struttura architettonica si mimetizzi con il contesto naturale nel quale è inserita. Ciò permette al visitatore di percepire da parte dell’architettura stessa un senso di protezione e d’intimità. Il visitatore infatti può spiare e guardare attraverso le pareti visive che caratterizzano la struttura della torre. Egli non ha una visione organica degli interni, solo fruendo lentamente gli spazi può pian piano scoprire l’ambiente interno. La progettazione parametrica ha permesso la realizzazione di una fitta stratificazione degli elementi architettonici legati al rivestimento e di numerose piccole fessure distribuite su tutta la superficie.

“The man’s high nest” introduce anche il concetto di una monumentalità nuova dell’architettura, intesa sia come una grande scultura urbana che come un vero e proprio innesto architettonico all’interno dell’ambiente naturale. L’idea di un’architettura isolata dal contesto viene automaticamente a cadere a favore di un’architettura che si pone come marchio del paesaggio, quello che in termini tecnici viene per l’appunto definito landmark building.

Nonostante “The man’s high nest” sia il risultato di una complessa elabo- razione di valori numerici, la sua architettura dimostra che è possibile rag- giungere un certo grado di poeticità anche attraverso il parametricismo. Quest’ultimo, così come l’architettura più tradizionale, ha l’obiettivo fonda- mentale della ricerca perseguita, del dialogo e della valorizzazione reci- proca tra edificio e paesaggio, affinché dalla sintesi di elementi artificiali e naturali si arrivi a una qualità elevata del risultato finale persino dal punto di vista narrativo. L’architettura contemporanea in questo senso, come di- mostra “The man’s high nest” dovrebbe essere un sistema aperto capace di nutrirsi di numerosi impulsi e sollecitazioni, provenienti anche da disci- pline diverse, prima tra tutte la tecnologia, al fine di impegnarsi sempre al perseguimento di un equilibrio tra le forme innovative e le funzioni che si prepone. Il suo obiettivo dovrebbe essere quindi, per citare Oscar Nie- meyer, “un’armonia difficile da raggiungere ma verso cui tendere”.

VIDEO: PARAMETRIC MODEL & SURFACE TENSIONING / CREDITI VIDEO: NYXO STUDIO

Siti: nyxostudio.com

cristianlivoi.com

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