APPUNTI DI DESIGN AEROPORTUALE

2019-04-09T17:02:41+02:00

UN’INTERVISTA ALL’INGEGNERE MECCANICO E PLURIPREMIATO INDUSTRIAL DESIGNER DAVIDE TONIZZO

Scritto da Sara Bizzocchi. Editing di Federica Bertozzi. Immagini di proprietà di Arconas Corporation, Davide Tonizzo, Corgan e Iant Grant.

La redazione di POPH ha incontrato a Milano l’ingegnere meccanico e pluripremiato industrial designer Davide Tonizzo. L’intervista a tutto campo spazia dall’importanza della multidisciplinarietà nella progettazione di un aeroporto, al ruolo del design all’interno di questo settore, fino alla realizzazione di un sistema di aggancio per le sedute prodotte per l’Arconas, l’azienda canadese leader nel settore dell’arredamento aeroportuale.

Trovo che l’aspetto interessante della sua figura professionale sia da ricercare nella peculiare combinazione dei Suoi studi e esperienze . È nato a Toronto dove ha studiato ingegneria meccanica alla Ryerson University. Si è quindi trasferito a Torino per collaborare con la prestigiosa casa di design I.DE.A Institute con la quale ha progettando auto per Alfa Romeo, Ferrari, Fiat, Lancia e altri noti marchi. Infine è tornato in Canada presso uno studio indipendente di design. Quali sono gli aspetti interessanti che sono emersi operando in ambiti diversi e in paesi differenti?

Essere ingegnere e al contempo designer mi permette di essere una figura professionale a tutto tondo poiché posso occuparmi del prodotto a 360° progettando sia la parte meccanica che quella estetica.

Di base ingegneria e design sono due discipline molto diverse, ma se si ha la possibilità di praticarle entrambe si ottengono risultati ottimali proprio perché il professionista riesce a prendersi cura dell’oggetto in maniera più completa.  

Lavorare in Canada mi ha permesso di entrare a contatto con aziende come l’Arconas, con la quale collaboro attivamente da ben diciotto anni occupandomi di progettare e produrre sedute ergonomiche per ampi spazi pubblici, nello specifico per aeroporti. È tuttavia in Italia che si è svolta la mia formazione chiave. Infatti, il design automobilistico mi ha permesso di diventare un vero professionista rafforzando sia le mie qualità creative che quelle ingegneristiche. Giorgetto Giugiaro scrisse “la macchina è la madre di tutti i prodotti”; ed è vero. Oltre alla parte meccanica vanno progettati tutti gli elementi degli interni, senza contare la scelta dei materiali da applicare su ognuno di essi.  Disegnare una macchina è quindi una sfida interessante anche perché ci sono diversi aspetti che devono essere armonizzati. Ad esempio, la sicurezza e l’ergonomia devono incontrare le esigenze della produzione di massa e, nonostante tutti i vincoli, è necessario trovare una soluzione estetica che esprima il senso di emozione. Aver avuto un’impronta italiana nella mia formazione di design e la possibilità di progettare macchine, mi ha permesso di capire l’importanza della ricerca di un’anima nei prodotti che elaboro e allo stesso tempo di dare a ognuno di essi una narrativa e una storia da raccontare.

Con l’Arconas, una delle aziende più importanti e attive nel settore dell’arredo degli aeroporti sta lavorando alla realizzazione di sedute per questi spazi pubblici. La collezione Bernù è l’emblema di questa cooperazione, pertanto, in quali aeroporti è stata installata?

La collezione Bernù è stata installata in diversi aeroporti: al Fort Lauderdale di Hollywood, al San Paolo Guarulhos International Airport in Brasile, al Kai Tak Cruise Terminal di Hong Kong, al Quito International Airport dell’Ecuador e allo Skyxe Internationl Airport del Canada. Seppure questa collezione di sedute sia stata pensata per gli aereopirti si è dimostrata molto versatile tanto da adattarsi a altri spazi collettivi come la sala d’aspetto della Terran Country Courthouse in Texas e le sale d’attesa di alcuni studi medici in Canada.

In cosa consiste il sistema di aggancio che ha brevettato per le sedute Bernù e in cosa è diverso rispetto a quello prodotto dalle altre aziende?

Quando ho iniziato a progettare la collezione di sedute Bernù, la prima cosa di cui mi sono occupato è stata la progettazione del fissaggio delle sedute senza soffermarmi – in un primo momento – all’aspetto estetico delle stesse. Solitamente il sistema di aggancio delle sedute prodotto da altre aziende prevede una trave centrale sulla quale si aggrappano diversi componenti dalle sedute disposte una di fianco all’altra, ai tavoli e braccioli. Ognuno di questi componenti abbraccia quindi la trave. Il mio sistema invece prevede che sulla trave vengono realizzati una serie di fori tagliati a laser nei quali vanno inseriti i perni di 30 mm presenti in ogni componente modulare. Questo permette una maggiore libertà di composizione. Dopo essermi soffermato su questo aspetto più tecnico mi sono dedicato all’aspetto estetico. Partendo da questo sistema abbiamo realizzato svariate versioni in materiali diversi e ci è stato possibile applicare lo stesso sistema per creare anche dei tavolini.

Gli aeroporti,con la loro imponenza architettonica, ricoprono un ruolo molto importante nella struttura socio-economica del paese in cui sono costruiti.Queste strutture infatti, non si limitano a dare il benvenuto ai viaggiatori in arrivo nel paese di destinazione, ma fungono anche da luogo d’incontro e di rappresentanza del paese stesso. Non a casola costruzione sempre più diffusa degli aeroporti nascedall’esigenza di far fronte all’incrementodel traffico aereo e dall’importante ruolo ricoperto dalle aerostazioni intese come veri e propri simboli architettonici atti a misurare lo sviluppo e il successo economico dei singoli paesi. Qual è il ruolo del design all’interno di questo settore? Come può migliorare la qualità dei servizi?

Indubbiamente il ruolo del design all’interno di questo settore è quello di progettare a favore di un passeggero che è reduce da lunghe ore di volo e frustrato da interminabili attese. Per questo motivo il design dei prodotti per aeroporti deve più che mai risultare comodo e rilassante, mentre il design degli interni ha il compito di far percepire gli spazi come ampi e accoglienti. Il passeggero infatti deve essere considerato l’elemento focale della progettazione; si progetta seguendo i bisogni di quest’ultimo tenendo presenti le sue condizioni al fine di migliorarne l’esperienza di viaggio.

Penso che il design potrebbe dare un grande contributo in questo senso. Mi ricordo che una volta mi ritrovai in un aeroporto che aveva le sedie a dondolo, ad Amsterdam c’erano addirittura degli sdrai. Per me il ruolo del design, in questo campo in particolare, deve pensare al viaggiatore e progettare in base alle sue esigenze fisiche.

Quali potrebbero essere i punti da migliorare all’interno della progettazione degli interni degli aeroporti?

È importante quanto necessario progettare bene dal principio un aeroporto, partendo da quelli che sono gli spazi dedicati al comfort del passeggero e da quali prodotti inserirci. In quasi tutti gli aeroporti gran parte della superficie riservata ai viaggiatori è dedicata a boutique di lusso e quindi a scopo commerciale. Considerato che i marchi presenti negli aeroporti sono gli stessi che il passeggero trova anche nelle varie città, l’architettura interna di queste strutture perde parte delle sue peculiarità per assumere uno stile più uniformato. In tal senso sarebbe forse più interessante avere un’area dedicata ai designer emergenti del paese in cui è collocato l’aeroporto, dando la possibilità ai talenti locali di farsi conoscere su scala globale proponendo i loro oggetti di design. Sarebbe un bel modo per rappresentare l’identità del paese e mostrare ai passeggeri stranieri la cultura nazionale anche all’interno di questo luogo d’incontro.

In un’azienda grande come l’Arconas, con quali figure professionali ti sei dovuto confrontare per realizzare i tuoi progetti? 

Costruire un aeroporto richiede la collaborazione di diverse figure professionali poichè si è dinnanzi a uno sforzo multidisciplinare. Alla costruzione di alcuni aeroporti possono addirittura partecipare due studi di architettura differenti: uno che si occupa di progettare la struttura assieme agli ingegneri e un altro che realizza l’architettura interna. Seppure la progettazione di un aeroporto preveda numerosi aspetti multidisciplinari, questi sono immancabilmente regolati da una scala gerarchica di relazioni. La progettazione dello spazio pubblico a opera di architetti e ingegneri è coordinata diversi anni prima della sua realizzazione dal Facility Manager dell’aeroporto. Nell’accezione più comune, per Facility Management  s’intende principalmente tutto ciò che riguarda la gestione degli edifici e dei loro impianti. Perciò, i Facility Managers, sono figure importanti per la gestione dei vari edifici e del loro funzionamento. Come designer di prodotti d’arredo per lo spazio pubblico dell’aeroporto, mi sono dovuto confrontare proprio con i Facility Managers perchè sono le figure che impongono i vincoli dei miei progetti. Nello specifico, uno dei vincoli che noi designer di sedute dobbiamo fronteggiare sono le tantissime modifiche sulla funzionalità dei materiali che andremo ad applicare.

Quali sono i vincoli che ti hanno imposto i Facility Managers per la progettazione delle sedute?

Uno dei vincoli delle sedute della collezione Bernù era l’inserzione di uno spazio vuoto di 50 mm tra la seduta e lo schienale a cui si aggiungeva la richiesta di una leggera curvatura centrale della seduta, necessaria a far colare rapidamente a terra i liquidi accidentalmente versati dai passeggeri sul tessuto della stessa. Ad oggi tutte le sedute prodotte dall’Arconas hanno questo spazio. Un altro vincolo impostomi era quello di rispettare uno spazio minimo per il bracciolo, tenendo conto che, per questioni di sicurezza, non ci sarebbe dovuta passare la testa di un bambino. Tuttavia, l’abuso principale subito dalla seduta non deriva dai passeggeri, ma dallo staff addetto alle pulizie aeroportuali. Questo avviene perché vedendo qualcosa a terra sotto le sedute, gli inservienti spesso afferrano un bracciolo posto a una delle due estremità della seduta e alzano tutta la struttura composta di cinque sedie rischiando di romperne l’appoggio. Noi designers dobbiamo progettare tenendo a mente questa sorta di “maltrattamento” da parte degli utenti e pertanto essere accorti persino nella scelta dei materiali da utilizzare per ridurre al minimo l’usura dell’oggetto. Dopo la progettazione, i nostri prodotti devono essere quindi sottoposti a una serie di test, tra cui la prova della BIFMA (Business and Institutional Furniture Manufacturers Association) che qualsiasi prodotto di uso commerciale deve superare. Questa consiste in un test molto estremo che prevede l’utilizzo di forze e pesi sull’oggetto per testarne il comfort, la sicurezza e la resistenza. È quindi necessario superare questo test per commerciare il prodotto. Questi vincoli ci vengono dati tutti dai Facility Managers; in certi aeroporti stanno persino richiedendo ai designer di progettare uno schienale antiproiettile per le sedute.

Abbiamo appreso la recente notizia che ti sei guadagnato il Good Design Award per aver realizzato la collezione Alza, una serie di sedute modulari per spazi pubblici. Complimenti!

Grazie! Sì il Good Design è un premio Internazionale creato al Chicago Athenaeum nel 1950 dagli architetti Eero Saarinen, Charles e Ray Eames e Edgar Kaufmann e ora organizzato dalla Chicago A Museum. Per mia grande soddisfazione è già la terza volta che vinco questo premio importante, questa volta però il cliente non è canadese, ma cinese. Il prodotto è stato lanciato a marzo 2016 al CIFF (China International Furniture Fair).

L’approccio alla progettazione di questa seduta per spazi pubblici è per certi aspetti molto simile alla progettazione delle sedute per aeroporto. Per l’azienda cinese Cosimo ho progettato una serie di sedute chiamate appunto Alza. Questo prodotto è stato pensato per essere ricomposto e riconfigurato in maniera modulare in diverse sedute e l’ho disegnato pensandolo all’interno di spazi pubblici commerciali come negozi, alberghi, ristoranti.

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